Questa volta ha funzionato

Ho ritirato la pergamena di Master. Ho combinato una visita e una intervista, ma la verità è che comunque avrei lo stesso fatto in modo di incastrarci qualcosa per venirla a prendere personalmente a Ferrara.

Il Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza è stato, da certi punti di vista, un corso marginale, per limiti temporali, e di per sé non poteva darmi la garanzia di essere veramente formata in materia. Eppure con me è successo il miracolo: ha smosso qualche birillino nella mia testa e con effetto domino mi ha permesso di rimettere in discussione il quadro interpretativo non dico di tutta la realtà, ma dell’informazione e della comunicazione, che sono comunque strutture su cui si poggia la nostra percezione della realtà.

E, cosa mai avvenuta prima nell’ambito della mia formazione accademica, l’ho vissuto in modo via via sempre più consapevole, e ho cercato di usarlo come punto di partenza per stimolare il mio spirito di iniziativa. Posso dirlo per la prima volta: senza il mio contributo personale non me ne sarei fatta molto (come purtroppo è successo col dottorato), ma stavolta ha funzionato.

Con una congiunzione di eventi non del tutto scorrelati, dall’inizio alla fine del master la mia vita si è girata in quattro dimensioni. Quando ho iniziato, ero solo una insegnante insoddisfatta e avevo una relazione che non stava portando da nessuna parte; quando ho finito, ero sempre una insegnante insoddisfatta, ma avevo cominciato a farmi domande su come trarne il meglio, e di lì a un mese avrei cominciato a pubblicare, entrando a poco a poco di diritto nel novero dei comunicatori scientifici di professione (anche se rimarrò sempre e comunque una dilettante di scarso successo). E c’era una promessa di vita insieme con un altro uomo, un uomo del tutto diverso, anche questa frutto di un’iniziativa e di una scelta operata in piena consapevolezza.

All’inizio, le mie competenze sociali fluttuavano attorno allo zero (andando anche in negativo). Adesso sono normali. Posso chiedere informazioni senza perdermi nell’angoscia. Posso rapportarmi a delle persone magari sembrando un po’ strana e impacciata, ma non più maleducata, altera e scontrosa (o incazzusa, come mi vedeva mio marito). Prima cascavo sulle cose, sulle persone e sugli eventi, ora cerco le opportunità, in modo non del tutto efficace forse, ma lo faccio.

Ora io non sto dicendo che tutto questo sia in stretta relazione col Master, ma è evidente come vi sia stata una sovrapposizione di esperienze talmente intensa che non posso fare a meno di associarvelo e di pensare che sia stato, finora, forse il periodo formativo più ricco e importante della mia vita finora. Spero di averne altri così.

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