L’estate sta finendo

festa-fine-estate-marina-20Di Gabriele Andreatta.

 

La prima cosa che ho pensato è stata: “sono matti”!
Abbiamo annaspato durante il primo ed il secondo modulo per seguire tutte le videolezioni (ho vissuto con gli auricolari all’orecchio, manco fossi una body guard), stare al passo con le consegne, con i forum, e ora che i tirocini sono cominciati per tutti, ci sono videolezioni che spuntano come funghi. Non cadenzate ogni due settimane come eravamo abituati, ma tutte insieme: di tre argomenti diversi, più quelle facoltative senza forum, più quelle facoltative con forum, più quelle dell’ultimo modulo giusto per tirarsi avanti: vita da matti, non vita da master!

Ma a questo straordinario miscuglio di stress, passione, soddisfazione e ancora stress, si aggiunge una leggera malinconia, dovuta alla fine di alcune delle attività del master che erano diventate ormai una routine.

A volte mi sembra di non essere cambiato, di pensare le stesse cose che pensavo prima di iscrivermi, di avere lo stesso approccio. Ma quando discuto del più e del meno, a casa o al lavoro, mi accorgo che non è così. Mi sembra di avere ampliato i miei orizzonti, di avere una visione d’insieme più completa di ciò che sono la comunicazione scientifica e la sua complessità. Il percorso che abbiamo fatto ci ha regalato qualcosa di estremamente prezioso: momenti per riflettere insieme sui nostri obiettivi, imparando le basi per raggiungerli. La parola “insieme” è fondamentale. Provo sempre un grandissimo piacere nell’imparare dagli altri, e resto spesso meravigliato dalla profondità di un commento piuttosto che dall’acume di un altro, anche quando descrivono un punto di vista che non condivido.

Talvolta, leggere i post mi ha fatto sentire così intelligente (perché magari mi sono accorto di aver scritto molte delle cose riportate dai colleghi o di aver sviscerato qualcosa che nessuno aveva ancora sviscerato), a volte un po’ tonto, come quando vedo risposte chilometriche su un punto al quale non sarei riuscito a dedicare più di qualche riga. A volte persino impotente, come quando giungo alla conclusione che, per essere così presenti sul forum, alcuni compagni devono per forza avere sviluppato qualche capacità straordinaria come viaggiare nel tempo o un paio di braccia in più. Il cellulare, nato per telefonare, viene cooptato come cercapersone che ci segnala la pubblicazione dei post del forum, una funzione completamente diversa. Toh, evoluzione. Quanto avrò rotto le p… ai colleghi con questa evoluzione… posso solo sperare nella loro clemenza.

Purtroppo non potrò essere presente al nostro quarto weekend insieme, e ne sono dispiaciuto. Mi mancherà arrivare in ritardo in aula nonostante per l’ennesima volta mi fossi ripromesso di essere puntuale. Mi mancherà perdermi per arrivarci, anche se il mio hotel è dato a 2 minuti a piedi da Google maps e bastava girare l’angolo (sarò scemo io, ma a me quelle strade sembrano tutte uguali). Mi mancherà gustarmi una buona pizza con i due Andrea, e notare con quale garbo ridono alle mie battute peggiori. Mi mancherà persino sentire chi, coraggiosamente, dice una cosa che sembra impopolare, anche se in realtà la pensiamo in molti. Mi mancherà uscire dall’Hotel Europa sentendomi “invidioso” (in senso buono) e arricchito, dopo l’evento serale. Mi mancherà respirare l’aria giocosa del sabato mattina appena arrivato in aula, ma soprattutto quella più austera della domenica, quando vedo i miei colleghi già così seri e concentrati sull’articolo mentre io varco la soglia ancora intontito dal sonno.

Le sensazioni che provo sono quelle che viviamo sulla nostra pelle abbronzata sul finire dell’estate, un periodo piacevole e libero che quando finisce sembra cominciato da ieri. Nonostante ci siano ancora il tirocinio, la tesi ed il blog, la sensazione è quella di aver già finito questa bella avventura, anche se non stiamo ancora chiudendo l’ombrellone per poi calcare la sabbia fredda per tornare a casa.

E non è liberazione quella che provo, ma è già nostalgia.

L’estate va via, e per l’ennesima volta ci lascia solo un dolce ricordo salmastro.

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