TECNOTEATRO: quando la tecnologia sale sul palcoscenico

Spazio e tempo, in teatro, sono al servizio della comunicazione, così come lo sono i gesti, i movimenti e l’interpretazione degli attori, le scenografie e gli oggetti, raccolti in un ambiente intimo e comunitario, ma di straordinaria potenza emotiva.

La comunicazione teatrale coinvolge il pubblico in un’esperienza totalizzante e facilita la comprensione e l’interiorizzazione del messaggio, che può essere percepito e colto attraverso tutti i sensi.

Il teatro, sistema di gioco e finzione, può essere anche un valido strumento per “tradurre” e comunicare la scienza, risvegliando nel pubblico interesse, curiosità e piacere di scoprire: Valentina Bucci, ex studentessa del Master, porta in scena con la compagnia Ronzinante il reading di “Un giorno di ordinaria tecnologia”, sceneggiatura redatta e discussa come elaborato finale di Master. Attraverso la potentissima arma dell’ironia, questo spettacolo proietta gli spettatori in un mondo probabile (e neppure troppo lontano nel tempo) in cui la tecnologia è ovunque e influenza ogni cosa. Alfredo è il protagonista di questa storia, e vive in un mondo fatto di intelligenze artificiali e supercomputer che dominano la sua vita professionale e personale.

Gli spezzoni ascoltati sono promettenti, non solo per il gran divertimento, ma perché la risata lascia spazio alla riflessione: quanto è probabile questo futuro? Quali sono i rischi di un avanzamento tecnologico così spinto? Ne siamo consapevoli e siamo al passo coi tempi, o il progresso è andato (o andrà?) oltre le nostre capacità di controllo? Alle intelligenze artificiali sarà sufficiente un cervello, o servirà forse un cuore, perché possano davvero sostituire l’uomo?

La maggioranza delle persone che si alzeranno dalle poltroncine non sempre comode di quei teatri dove Ronzinante andrà in scena, sarà incuriosita, si informerà, si farà o cambierà opinione. Ed è questo che una comunicazione efficace fa.

Il valore aggiunto di uno spettacolo come quello di Valentina, è che questo percorso di riflessione  e conoscenza sarà guidato, a distanza, dal ricordo delle risate fatte in un teatro, in buona compagnia, a immaginarsi un mondo di robot, navigatori impertinenti e fidanzate virtuali.

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