Non solo esami

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Si è concluso domenica  28 febbraio il nostro secondo incontro a Ferrara; ecco in breve quello che  è  successo durante il week end in presenza.

Sabato mattina si è svolta la sessione di esami finali di primo modulo: alle nove eravamo tutti in aula, e la tensione, palpabile, era dovuta in gran parte al non sapere né  come era stato valutato il nostro lavoro di questi mesi, né cosa ci avrebbero chiesto i professori. Con gran sollievo per molti, ci è stato comunicato che la classe ha partecipato alle attività di rete dei primi insegnamenti in maniera proficua, e i docenti si sono mostrati soddisfatti; hanno fatto qualche domanda soltanto a chi non aveva preso parte aiforum di contenuto, o a chi aveva conseguito una valutazione media non abbastanza buona.

 

E’ seguita una discussione collettiva su come abbiamo vissuto questi primi mesi di master, l’ impatto con i forum e con gli insegnamenti: è  emersa, unanime, la difficoltà iniziale nel gestire l’organizzazione del lavoro. Incastrare – tra impegni professionali, famiglia e vita privata – le video lezioni, la lettura dei quotidiani,  i forum di contenuto, le trasmissioni televisive consigliate, le discussioni ad alto livello su almeno tre argomenti scientifici, i lavori collettivi, le bibliografie sterminate, i suggerimenti di lettura, la gestione del blog, ha generato in tutti noi una notevole ansia da prestazione. Personalmente, la fatica  è  stata tanta, ma ripagata dalla soddisfazione di aver contribuito al lavoro di tutta la classe e dal riconoscimento dell’impegno.

Foto 2 riunione

Nel pomeriggio si è svolta la riunione di redazione, una vera e propria simulazione del lavoro giornalistico: tutti attorno alla scrivania, trenta aspiranti collaboratori free lance hanno discusso le proprie proposte per due importanti testate scientifiche, con il professor Fabbri e Daniele Oppo in veste di direttori.

riunione redazione

 

Questo esercizio  è  stato fondamentale per capire almeno in parte cosa vuol dire fare il giornalista: una notizia la devi cercare, devi scavare tra le fonti, stando attento a quello che si dice sui media ma soprattutto a quello che non  è  stato ancora detto, a quello che manca. Una notizia a volte si nasconde là dove non ti aspetti, in un numero, in un volto, in un nome. Una notizia  è  una notizia se apre una porta sul nuovo, se fa scattare un pensiero, se scatena un’emozione, se regala  una risposta e se fa nascere nuove domande.

Dopo cena, sazi e stanchissimi, abbiamo assistito allo spettacolo di una ex studentessa del master, che, con bravura ed ironia, ci ha mostrato come si possa parlare di scienza anche attraverso il linguaggio teatrale, riuscendo a ridere e a riflettere allo stesso tempo.

teatro

Infine, domenica mattina abbiamo iniziato a scrivere i pezzi assegnati per i rispettivi giornali, e in chiusura abbiamo brevemente discusso di un nuovo progetto di gruppo, un progetto ambizioso e molto stimolante, ancora embrionale e che richiederà ulteriore impegno, ma che sarà sicuramente utile per chi di noi vorrà intraprendere la strada del giornalismo.

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