IDEE…SOTTO LA SABBIA

 

Lo so che quando la gente sente parlare di “on line”, subito storce la bocca immaginando che tutte le attività che si svolgono in questa rete invisibile siano in realtà inconsistenti, che non richiedano la stessa fatica della vita vera. Ma il Master in giornalismo scientifico dell’università di Ferrara è capace di ribaltare completamente questa visione. Dico la verità, anch’io non mi aspettavo un tale coinvolgimento, non solo in termini di tempo, ma soprattutto dal punto di vista intellettuale. Prendiamo per esempio l’esercizio sulla comunicazione del rischio consegnato qualche giorno fa: una classe di trenta adulti, in trenta città diverse, soli davanti ai loro PC, si sono dovuti organizzare per stilare un rapporto di analisi della comunicazione del rischio sul terremoto in Emilia (caso scelto da noi, ovviamente!). Il forum è diventato in brevissimo tempo una vera agorà, rumorosa, caotica e piena di idee, dove credo che per molti, me compresa, non sia stato facile orientarsi. Come in ogni gruppo infatti, esistono persone dotate di un’innata capacità di leadership, altre con doti organizzative fuori dal comune, poi ci sono quelle esperte della materia che non lasciano passare nemmeno una virgola e non mancano nemmeno gli indefessi, quelli che nonostante tutto si prodigano per il lavoro, offrendosi di ricoprire anche più ruoli.

È facile quindi sentirsi un po’ spaesati, se non ci si ritrova in nessuna di queste categorie. Ecco che allora la forza propulsiva di questo Master si manifesta, spingendoci oltre i nostri limiti: si realizza – piano, attraverso gli errori, i confronti, l’osservazione degli altri, come in un laboratorio di idee – che l’obiettivo non è solo acquisire i paradigmi della buona comunicazione, ma rivedere il proprio approccio alla scienza in generale, imparare un lavoro di gruppo scevro da preconcetti di natura personale, sapere qualcosa in più di noi stessi.

Non so quanti miei compagni condividano, ma io sto scoprendo solo ora, strada facendo, il vero perché della mia partecipazione a questo Master: come in un’attività di ricerca sono partita da un’idea, ma è lavorando, inciampando, confrontandomi con persone più sicure e determinate, che sto arrivando al mio Eureka.

E la cosa più entusiasmante è scoprire nuovi aspetti di me stessa, rimasti sepolti sotto metri di sabbia.

Mi serviva un terremoto per scrollarmeli di dosso…

Alice Scuderi

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