La procedura del dubbio

La forza della scienza risiede non tanto nel fornire risposte, quanto nel consentire l’emergere di nuove domande. Un concetto che mi ha molto colpito e per il quale ho provato immediata simpatia, da quando Robert Hazen, un mineralogista americano, l’ha esposto in una sua lezione a Milano qualche anno fa. Si tratta di una riflessione che poi ho ritrovato nel pensiero di vari scienziati e filosofi, ma di cui sono riuscito a cogliere la portata solo di recente.

Mi ero iscritto al master guidato principalmente da un interrogativo: come posso fare per comunicare al meglio la scienza? Una domanda ampia, uno stimolo che mi avrebbe idealmente portato a conoscere le tecniche, le esperienze e le realtà occupazionali della comunicazione della scienza. Una domanda, però, che sottintendeva una convinzione, cioè quella di conoscere la scienza o, almeno, di conoscerne i meccanismi ed i principi, nonché quella (piccola) fetta di contenuti relativa al mio percorso di studi.

Fin dal primo insegnamento, invece, questa convinzione ha iniziato a vacillare. Abbiamo cercato di scoprire cosa sia la scienza in un’ottica storica, filosofica e sociologica, inquadrandone al meglio la dimensione umana, fatta quindi anche di errori e convinzioni personali, di casi di influenza sociale che prevaricano l’oggettività.

Ed è qui che l’affermazione “io conosco la scienza” ha iniziato a trasformarsi in domanda: io conosco la scienza?

Una domanda che suscita riflessioni nuove, finora tralasciate, che porteranno a scoperte e probabilmente ancora a nuove domande. Un ciclo, questo, che sono sicuro mi arricchirà e renderà più consapevole, sperando che tutto ciò si tramuti in una maggior competenza nel campo della comunicazione.

Nel frattempo si sono susseguiti altri corsi, ma il meccanismo di base non cambia: a nuovi concetti corrispondono nuove domande, in grado sia di mettere in discussione convinzioni precedenti, sia di far riflettere su argomenti nuovi, mai presi in considerazione o semplicemente dati per scontati.

Dalla lettura del forum non credo di essere l’unico “afflitto” dal continuo generarsi di problemi e interrogativi, quindi l’augurio è che questo processo, che diventa ancora più efficace se condiviso (come succede sulla nostra piattaforma) possa continuare e rivelarsi sempre più arricchente.

Quindi, buone domande e discussioni a tutti.

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