Media e notizie: cosa mi sono portata a casa da Ferrara

 

Al di là del significato personale e del contenuto emotivo delle mie prime due giornate a Ferrara, l’incontro con i tutor ha messo in evidenza un certo numero di aspetti del giornalismo sui quali non avevo riflettuto e che mi hanno fornito degli strumenti di partenza molto utili.

In questi giorni sto ripercorrendo la mia esperienza dall’inizio in vista della prima sessione di esami e dell’inizio dello stage, e ho deciso di riassumere in questo breve post ciò che ho trovato più illuminante sul giornalismo tra quello che si è detto durante l’incontro in presenza. Questi sono i sei concetti fondamentali che mi sono rimasti più impressi:

  1. È sempre necessario saper distinguere ciò che è notizia da ciò che non lo è. Non basta che un argomento sia interessante perché costituisca una notizia. Ad esempio, le questioni aperte non lo sono: possono essere materiale per un dossier, ma difficilmente possono stare nei limiti spaziali di un articolo online.
  2. Deve sempre essere assolutamente chiaro qual è il punto di interesse della notizia, e qual è la gerarchia delle informazioni che vengono date: non si possono dare contemporaneamente due notizie con peso uguale, deve essercene una centrale che va messa in ampio risalto. Né si può pensare che due mezze notizie ne facciano una intera.
  3. Nonostante si tenda a mettere giornalismo cartaceo e online in netta contrapposizione, è una falsa dicotomia. Il mezzo cartaceo e quello online non sono mutuamente esclusivi, ma fanno parte di tutto l’ecosistema dei media, ciascuno con la sua specificità, ciascuno permeabile con gli altri.
  4. La più grossa differenza tra il cartaceo e l’online non è, come si pensa, la superficialità delle notizie (che è trasversale al mezzo), ma il diverso concetto di obsolescenza. Un articolo sulla stampa di ieri è già vecchio; nei giornali online invece ogni evento si colloca in un frame temporale di ampiezza variabile entro il quale se ne continua a parlare. Pérdono dunque significato sia il concetto di “ritardo” (i pezzi sul web non scadono), sia il concetto di scoop, in quanto le notizie online non solo possono, ma devono essere riproposte in un dialogo di continua interazione tra le varie fonti.
  5. La stampa locale ha le sue peculiarità rispetto alla stampa nazionale, che non sono così scontate come apparirebbe a prima vista. Gli argomenti sfumano molto più spesso nella politica locale e negli interessi provati, tanto che il numero di commenti sulle pagine dei giornali locali supera di gran lunga il numero di commenti sulle pagine nazionali. A volte, tra le polemiche, si fa presto a perdere di vista il punto centrale della questione, e anche gli argomenti scientifici vanno quasi sempre a ricadere su altri aspetti. Per questi motivi, difficilmente si usa il “si” impersonale, si cerca di evitare di dare direttive (che vanno eventualmente riportate come citazioni) ed è importante trasmettere un po’ di calore, senza ampollosità.
  6. I mezzi di informazione difficilmente spostano le opinioni, ma contribuiscono a creare l’agenda della discussione pubblica. In pratica, focalizzano l’interesse su un determinato argomento anche se difficilmente portano il pubblico a pensarla in un modo o nell’altro.

 

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