Inizia un altro viaggio

E’ venerdì pomeriggio, dopo pranzo e dopo l’ennesima mattinata di lavoro: “Prof, non ho capito niente”, “professore, al terzo piano non va il wifi”, “Sergio, il registro elettronico non riconosce la password”….  Oggi non si torna al lavoro: preparo il trolley. Eh già, si parte. Anzi, si riparte. Ancora una volta, ancora un’avventura. All’ultimo momento un dubbio, non sarebbe meglio forse il treno? Dopo un’estenuante lotta con il sito delle ferrovie, che mi permette di scegliere il posto a sedere per poi negarne l’esistenza, ritorno all’idea dell’auto. Il sole pian piano tramonta. La musica mi accompagna insieme a qualche luce sparuta e alle notizie sulla viabilità. “Incidente sulla … al chilometro …”. Ecco, è la mia strada. Coda aspettami, arrivo! Non ho più le energie di una volta, quando affrontavo viaggi anche più lunghi facendo solo una sosta o due. Dopo autogrill, deviazioni, e traffico, arrivo a Ferrara. Lunghissima via Bologna. Giungo all’albergo. Un signore gentile mi accoglie facendomi notare ripetutamente che ricorda alla perfezione il mio nome. Stanza piccolissima, ma pulita. Nessuna concessione al lusso. Solita TV a tubo catodico con decoder mini. OK, siamo qui. Una notte di sonno e si comincia.

Dopo la colazione, in anticipo come sempre, faccio un giro per Ferrara. Sembra si stia svegliando insieme a me. La giornata è fredda, ma serena. Le strade vuote. Proprio carina questa città. Cammino a caso, come mi piace fare, memorizzando il percorso per non perdermi. Un mercato è in allestimento e la piazza via via si anima. Ferrara mi piace, ma è ora di tornare e mi incammino verso via delle Scienze.

Eccoci qui. Entro, saluto. Poche persone ancora. Provo a stare zitto per non sembrare il solito rompitasche che crede di essere chissà chi, ma poi come al solito inizio. “Da dove vieni?”, “Da Bari”, “Da Bari? Hai dormito qui, spero”, “Si si, altrimenti avrei rischiato di dormire tutta la mattina”. Buona accoglienza. Si parte.

Man mano che passa il tempo e i professori ci spiegano a cosa andiamo incontro, e mi rendo conto che il Master sarà impegnativo, come del resto mi aspettavo.

A pranzo ci conosciamo già un po’ di più. Socializziamo abbastanza facilmente. Eppure siamo un gruppo eterogeneo, con motivazioni diverse, siamo molto differenti. Ci accomuna la passione per la scienza. Il pomeriggio è più faticoso. Alla mia età mi stanco più facilmente e, dopo un viaggio così lungo e, soprattutto, dopo pranzo, la sonnolenza arriva di gran carriera. Tengo duro, mi piace stare lì. L’interesse per quello che sto ascoltando mi tiene sveglio fino a sera.

Alla cena siamo tanti, un tavolo non basta. Ci ritroviamo di nuovo a chiacchierare, ma le forze sono decisamente meno che a pranzo. E dopo cena le videopillole di biologia. Riesco a tenere almeno un occhio aperto. Tutti e due no, è troppo per me. Una bella passeggiata con un piacevole freddo e sono di nuovo in albergo. Buona notte.

Colazione e passeggiata per Ferrara, di nuovo. Mi piace. Mi piace proprio. Così come mi piace l’idea di presentarci “non come alcolisti anonimi”. Per questo dico subito il mio nome, per evitare dubbi.

Finisce la mattina e via, senza pranzare per evitare sonnolenza, riprendo la strada del ritorno.

E’ iniziato un nuovo viaggio.

Sergio De Nisi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...